
L’osteoporosi è una patologia degenerativa che porta ad una riduzione della massa ossea totale, con perdita sia della componente minerale, sia della matrice ossea.

Tale malattia porta ad un maggior rischio di fratture, soprattutto a livello dell’anca e della colonna vertebrale, e colpisce maggiormente le donne rispetto che gli uomini.
Questa differenza di prevalenza tra i due sessi deriva principalmente da due fattori:
- le donne raggiungono un picco di massa ossea inferiore rispetto agli uomini
- con la menopausa si assiste ad un calo degli estrogeni, ormoni con un importantissimo effetto protettivo sull’osso, e ciò comporta una maggiore velocità di riduzione della massa ossea.
La comparsa dell’osteoporosi è associata non solo a fattori ereditari (genetica ed etnia) che non possono essere modificati, ma anche ad attività fisica e alimentazione, due fattori su cui invece è possibile lavorare al meglio per ottimizzare la formazione e il mantenimento dell’osso.
Sviluppo osseo in età evolutiva:
È importante capire che la prevenzione di tale patologia deve iniziare sin dalla giovane età, negli anni in cui è massima la capacità dell’osso di crescere e di mineralizzarsi.
Se pensiamo ai bambini di oggi, si nutrono correttamente e si muovono abbastanza?
-Partiamo dall’alimentazione:
Anche nei paesi più ricchi dove il cibo è alla portata di tutti, è presente la malnutrizione. In questo caso la malnutrizione non è dovuta ad una mancata disponibilità degli alimenti, ma piuttosto al “mangiare male”, saziandosi con cibi che non nutrono realmente l’organismo con le sostanze di cui ha realmente bisogno.
Un ritardo o un blocco dell’accrescimento osseo in età evolutiva possono quindi derivare non solo da un’ipoalimentazione (mangiare quantitativamente meno rispetto al fabbisogno), ma anche da carenze vitaminiche, di calcio, di micro e macronutrienti (mangiare qualitativamente male rispetto al fabbisogno). Educare sin da subito i bambini ad una sana alimentazione è essenziale per completare in modo adeguato lo sviluppo psicofisico, ma anche per trasmettere delle abitudini alimentari sane che verranno poi seguite per l’arco di tutta la vita.
-Passiamo all’attività fisica:
Muoversi, correre, saltare… sono tutti stimoli che favoriscono la corretta formazione dello scheletro. È importante che il movimento non sia limitato alle ore in cui si pratica sport. Lo stile di vita dei bambini deve essere più attivo e meno sedentario nell’arco dell’intera giornata. L’attività fisica deve essere fatta da giochi all’aria aperta, da stimoli diversi e continui… meno televisione, meno computer, meno videogiochi e molto più movimento! Solo così si può favorire il massimo sviluppo osseo e muscolare.

Nutrizione adeguata e attività fisica favoriscono dunque lo sviluppo dello scheletro durante l’infanzia, la pubertà e l’adolescenza, fino al raggiungimento del cosiddetto “picco di massa ossea”, ovvero il massimo della calcificazione possibile, che avviene intorno ai 20-25 anni di età. Da qui in poi l’osso non potrà più aumentare di robustezza, ma continuerà comunque a rinnovarsi sostituendo il vecchio tessuto osseo con del nuovo. È proprio grazie a questo rimodellamento che lo scheletro dell’adulto si rinnova completamente ogni circa 10 anni.
Mantenimento osseo in età adulta:
Se i primi anni di vita sono fondamentali per favorire il massimo sviluppo dello scheletro, in età adulta si deve lavorare al fine di mantenere la massa ossea e limitarne la riduzione.
Durante il processo di rinnovamento dell’osso infatti, il tessuto osseo vecchio viene rimosso per essere sostituito con del nuovo, ma se la rimozione avviene più velocemente della neoformazione si va incontro a pericolose riduzioni della massa ossea.
Anche in età adulta sana alimentazione e attività fisica restano quindi due pilastri fondamentali per combattere l’osteoporosi.
L’attività fisica in età adulta ha l’enorme vantaggio di creare degli stimoli ormonali potentissimi per favorire il mantenimento della massa muscolare e ossea.
La maggior parte delle volte la frattura ossea avviene a seguito di una caduta e, specialmente in età avanzata, la caduta è associata ad una debolezza muscolare. L’assenza di esercizio fisico in una persona che è a rischio di caduta o di osteoporosi comporta una maggiore riduzione di forza muscolare e di massa ossea con conseguente ulteriore aumento del rischio di cadere. L’attività fisica deve essere quindi adattata alla condizione della persona ma mai sospesa del tutto.

Se l’attività fisica produce uno stimolo necessario per il mantenimento del muscolo e delle ossa, l’alimentazione deve fornire i substrati necessari affinché lo stimolo possa produrre un effettivo beneficio a livello di questi tessuti.
Vi rimando quindi al prossimo articolo per un maggiore approfondimento sugli aspetti alimentari fondamentali per la salute delle ossa.

